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Rﻉnuτ ... RenatISSIMOrenut-pensieri: riflessioni di uno sconvursolato June 10 Riflessioni sulle elezioni europee 2009 4/43.1.2 Il caso del conflitto tra differenti caricheIn praticamente tutte le liste erano presenti candidati che già ricoprono cariche istituzionali. Ciò al fine di dare maggiore visibilità ai partiti. La cosa incredibile è come riescano ad accalappiare il voto della gente nonostante sia banale che non possano andare a Strasburgo. Per fare semplicemente un esempio lampante (non me ne vogliano gli amici di IDV), sarebbe curioso capire come coloro che hanno chiesto per mesi di votare Leoluca Orlando, vantandone doti e capacità, possano spiegare senza imbarazzo agli elettori che in realtà il loro voto è andato a Giammaria Uggias (persona sicuramente valida, ma sicuramente molto diversa da Orlando), la quale andrà a Strasburgo pur avendo avuto meno preferenze (17 400 voti) di 7 degli 8 componenti della lista dell’MPA, che invece non riesce ad avere nessun eletto. Vediamo caso per caso: - PDL gli eletti sono Silvio Berlusconi e Giovanni La Via, ma il primo è Presidente del Consiglio, per cui rinuncerà in favore del terzo, Salvatore Iacolino; - PD i più votati sono Rita Borsellino e Rosario Crocetta; quest’ultimo è sindaco di Gela, per cui dovrà scegliere se andare a Strasburgo e dimettersi da sindaco (come sembra più probabile), oppure rinunciare all’elezione in favore di Francesca Barracciu… Gela aspetta; - UDC è la lista nella quale sono presenti i maggiori conflitti; l’eletto è Saverio Romano, che però è Deputato, per cui entra in gioco il secondo, Antonello Antinoro, il quale, a sua volta, è Deputato all’ARS e Assessore regionale; se Antinoro rinunciasse all’elezione, i successivi nella lista sono Giuseppe Gianni e Giuseppe Naro, anch’essi Deputati (il primo all’ARS, il secondo alla Camera); verrebbe, dunque, ripescata Luisa Lantieri, quinta nella classifica delle preferenze; - IDV l’unico eletto è Antonio Di Pietro, che rinuncerà in quanto Parlamentare; il secondo è Leoluca Orlando, il quale è nella medesima situazione; il terzo è Luigi De Magistris, che però è stato eletto in altre circoscrizioni, per cui dovrà scegliere quale elezione accettare; dovrebbe scegliere un’altra circoscrizione, lasciando il posto a Sonia Alfano; questa ultima è arrivata terza dietro a Di Pietro e De Magistris in tutte le altre circoscrizioni, per cui potrebbe scegliere di essere ripescata nelle Isole, bloccando lo scorrimento della classifica, oppure (come sembra) in un’altra circoscrizione, liberando il posto per il sardo Giommaria Uggias. Certamente, a parte l’imbarazzante onnipresenza trascinatrice di Berlusconi, senza la quale il PDL probabilmente avrebbe perso tantissimi voti, la situazione più incredibile è quella nell’UDC e nell’IDV. Il sistema del trasferimento dei voti è tale che solo una piccolissima parte dell’elettorato ha votato per gli eletti, e se gli elettori fossero curiosi ed interessati, non riconoscerebbero tra gli scranni di Strasburgo quasi nessuna delle persone che hanno votato. E meglio non commentare l’elezione di Ciriaco De Mita nella lista UDC nella circoscrizione del Sud Italia.
3.1.3 ConclusioniPrescindendo adesso dal caso specifico dell’MPA (non si intende qui entrare nel merito dell’autonomismo, vero o presunto di tale partito), è importante fare un discorso generale: un ipotetico partito sicilianista, autonomista o indipendentista che sia, libero da legami con partiti nazionali, dovrebbe ottenere oltre il 50% dei voti per accedere al Parlamento Europeo. Ciò è intollerabile per una regione a statuto speciale come la Sicilia: la nostra specialità, che, ricordiamolo, deriva da identità, storia, cultura, geografia profondamente differenti dall’Italia, viene sminuita e veniamo messi alla pari di chi non possiede tali specialità. E se aggiungiamo le questioni, sopra riportate, della distribuzione geografica dei seggi e della colonizzazione delle liste da parte di candidati di altre circoscrizioni, è lampante che la situazione è ancora peggiore, in quanto la nostra rappresentatività è notevolmente inferiore a quella delle regioni del Nord e del Centro. La nostra rappresentatività è notevolmente inferiore persino a quella di Paesi come Malta (5 seggi), Cipro, Lussemburgo, Estonia (6), Slovenia (7), Lettonia (8). Urge, dunque, una proposta che differenzi la Sicilia dal resto dell’Italia e che ci faccia riacquistare rappresentatività: - la Sicilia deve avere assegnata una circoscrizione a se stante; - la Sicilia deve avere garantiti un certo numero di seggi, non inferiori a quelli di Cipro (6) o della Slovenia (7); - non deve essere possibile la riassegnazione dei seggi pertinenti la Sicilia ad altre circoscrizioni; - in Sicilia si deve potere votare secondo un sistema elettorale esclusivamente siciliano, stabilito dalla Regione (così come accade in Val D’Aosta e nelle Province di Trento e Bolzano per le elezioni politiche); - qualunque sbarramento deve essere riferito alla circoscrizione Sicilia, non al dato generale dell’Italia; - i candidati devono essere residenti in Sicilia, affinché gli eletti siano veramente rappresentativi; - non deve essere consentito candidarsi se si ricoprono altre cariche istituzionali (Camera, Senato, A.R.S., Presidenza del Consiglio, etc…): chi si vuole candidare deve potere, come garanzia, conservare il proprio incarico istituzionale, ma in caso di elezione dovrà decadere automaticamente, anche in caso di rinuncia all’elezione al Parlamento Europeo.
3.2 Il caso SardegnaCon il ripescaggio di Giommaria Uggias la Sardegna dopo 30 anni torna ad avere un rappresentante al Parlamento Europeo. È certamente una cosa positiva; peccato che derivi da un atto di elemosina di IDV. La situazione della Sardegna è ancora più catastrofica di quella della Sicilia: la Sardegna non conta nulla. E gli elettori lo sanno benissimo e non votano, perché sanno che non ha alcun senso. Dispiace profondamente per tutti gli emigrati sardi che ogni volta tornano a votare nella propria terra, per poi elemosinare un misero seggio. L’intera Sardegna in Europa conta quanto la Provincia di Bolzano… anzi, di meno, perché il SVP è un partito veramente rappresentativo dell’identità alto-atesina/sud-tirolese, mentre IDV non lo è certamente dell’identità sarda.
4 Fonti
o http://elezioni.interno.it/europee/ET0.htm
o Tutto sull'elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia (pdf): http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/16/0444_Europee2009.pdf
o http://www.repubblica.it/speciale/2009/elezioni/europee/index.html Riflessioni sulle elezioni europee 2009 3/43 Risultati circoscrizione IsoleQuesti sono i risultati nella circoscrizione Isole (Sicilia e Sardegna):
3.1 Il caso SiciliaQuesti sono i risultati nella sola Sicilia:
3.1.1 Il caso MPA e lo sbarramentoSi nota immediatamente che c’è un partito, l’MPA, che ha avuto tantissimi voti, ma non ha nessun eletto, mentre due partiti che hanno avuto meno voti (IDV ne ha avuto parecchi in meno) dell’MPA hanno un eletto ciascuno. Questa situazione anomala è dovuta alla presenza nella legge elettorale dello sbarramento del 4%: “I 72 seggi del Parlamento europeo assegnati all’Italia sono ripartiti su base nazionale con metodo proporzionale dei quoziente interi e più alti resti, tra liste concorrenti, che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 4% dei voti validi espressi.”. L’MPA non ha ottenuto il 4% a livello nazionale, per cui non avrà un rappresentante a Strasburgo. Ma quanti voti avrebbe dovuto avere l’MPA per raggiungere il 4%? Facendo due conti, il risultato è: 1 225 831 (1 milione e duecentomila) voti, cioè esattamente il 50% dei voti nella circoscrizione Isole! Ma l’MPA è un partito esclusivamente siciliano, per cui, facendo altri due semplici conti, si ricava che per avere un eletto avrebbe dovuto avere in Sicilia il 64.5% dei voti! È certamente vero che in Sicilia l’affluenza è stata molto bassa (49.2%). Supponendo di riportare tutti i dati a valori di affluenza pari a quelli delle ultime europee (60.4% nel 2004), la percentuale da ottenere in Sicilia per superare lo sbarramento a livello nazionale sarebbe del 53%. È, comunque, da notare che la bassa affluenza è dovuta principalmente all’assenza di elezioni amministrative in Sicilia e Sardegna, a differenza del resto d’Italia. Non c’è la controprova, ma è molto probabile che se ci fossero state elezioni amministrative, in Sicilia si sarebbero ottenuti risultati di affluenza intorno al 60-70% e, viceversa, in assenza di amministrative, nel ‘continente’ l’affluenza sarebbe stata inferiore al 60%. Riflessioni sulle elezioni europee 2009 2/4
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Liste |
|
Nord-Ovest |
Nord-Est |
Centro |
Sud |
Isole |
|
|
IL POPOLO DELLA LIBERTA' |
8 |
5 |
6 |
8 |
2 |
|
|
PARTITO DEMOCRATICO |
5 |
4 |
6 |
4 |
2 |
|
|
LEGA NORD |
5 |
3 |
1 |
0 |
0 |
|
|
DI PIETRO ITALIA DEI VALORI |
2 |
1 |
1 |
2 |
1 |
|
|
UNIONE DI CENTRO |
1 |
1 |
1 |
1 |
1 |
|
|
SVP (PD) |
0 |
1 |
0 |
0 |
0 |
|
|
Totale |
21 |
15 |
15 |
15 |
6 |
Salta subito agli occhi che la distribuzione effettiva dei seggi è molto differente da spettante:
|
circoscrizione |
abitanti |
seggi spettanti |
abitanti/seggi |
seggi effettivi |
abitanti/seggi |
differenza |
|
Nord-Ovest |
14 938 562 |
19 |
786 240 |
21 |
711 360 |
+2 |
|
Nord-Est |
10 634 820 |
13 |
818 063 |
15 |
708 988 |
+2 |
|
Centro |
10 906 626 |
14 |
779 045 |
15 |
727 108 |
+1 |
|
Sud |
13 914 865 |
18 |
773 048 |
15 |
927 658 |
-3 |
|
Isole |
6 600 871 |
8 |
825 109 |
6 |
1 100 145 |
-2 |
In teoria ci sarebbe dovuto essere un rappresentante ogni 800 000 abitanti circa. In pratica, al Nord e al Centro c’è un rappresentante ogni 700 000 abitanti, al Sud uno ogni 900 000, nelle Isole uno ogni 1 100 000 (un milione e cento mila!), il che vuol dire che i cittadini del Nord e del Centro sono rappresentati il 50% in più rispetto a quelli delle Isole!
Non è chiaro il perché ciò sia avvenuto, ma in ogni caso è assurdo che non vengano rispettate le distribuzioni stabilite in base agli abitanti: un tradimento nei confronti degli elettori che sapevano di dovere eleggere un certo numero di persone ed invece adesso si vedono ridotto il proprio potere elettivo. Nel caso in cui tale fenomeno dovesse dipendere dalla scarsa affluenza nelle circoscrizioni meridionali, sarebbe ugualmente assurdo: tutti i cittadini devono essere rappresentati, e non solamente i votanti; ed infatti la legge stabilisce che la ripartizione dei seggi vada fatta in funzione del numero di abitanti e non del numero di aventi diritto al voto. Se non avviene per le elezioni per la Camera e il Senato, non si capisce perché debba avvenire per le elezioni europee. Sarebbe come se, essendoci le elezioni per il Comune di Palermo, di fronte ad una bassa affluenza si decidesse di diminuire il numero di consiglieri comunali!
Non si deve, inoltre, dimenticare l’elevatissimo numero di emigrati dalle regioni meridionali: tutti elettori che ad ogni tornata elettorale devono percorrere centinaia di chilometri per recarsi nella terra di origine ed esprimere il proprio voto. Ciò determina inevitabilmente un’affluenza decisamente inferiore rispetto alle regioni settentrionali, dove per la quasi totalità degli abitanti il domicilio e la residenza coincidono e, dunque, andare a votare non è un sacrificio economico o di tempo, né una fonte di stress.
È preoccupante che tutto ciò passi sotto silenzio.
Osservando l’elenco degli eletti, si nota che un piccolo partito, il SVP (Sudtirol Volk Partei), che ha preso lo 0.46% a livello nazionale, ha avuto un eletto. Ma come? Non c’era lo sbarramento al 4%?
Sì, ma solo per chi non è allineato con il sistema. Infatti, le liste che risultano collegate ad altre sommano i voti al fine del raggiungimento del 4%, e dividono gli eletti tra loro. L’esempio del SVP è molto chiarificatore: il SVP è collegato al PD, per cui è come se ci fosse stato un unico partito PD+SVP che ha ottenuto il 26.13+0.46=26.59%; in base alla ripartizione dei seggi, a tale marco-partito spettano 22 seggi; a questo punto tali seggi vengono ripartiti tra i candidati più votati e quindi possono spettare anche alle liste minori. Nelle istruzioni del Ministero c’è scritto, infatti: “Sono proclamati eletti, nei limiti dei seggi ai quali ciascuna lista ha diritto, i candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze. Nel caso di liste collegate, qualora non risulti eletto nessuno dei candidati della lista di minoranza linguistica, a tale lista spetta comunque un seggio, purché il candidato abbia ottenuto più di 50.000 preferenze.”. Ecco, dunque, che un partito che esiste solo in una singola provincia (Bolzano) e che nemmeno nella circoscrizione di appartenenza (Nord-Est) raggiunge il 4% (ha ottenuto appena il 2.2%) riesce ad avere un eletto per il solo fatto di essere collegata con una lista grande.
Furbi e bravi questi alto-atesini a trovare l’escamotage per avere un eletto!
Se si è allineati con il sistema (i partiti nazionali), si può arrivare ovunque; se si combatte il sistema, pur avendo ottimi risultati, si soccombe e si viene estromessi. E così rimangono fuori Rifondazione ed altri, e tra questi altri ricordiamo l’MPA, che in Sicilia (ben più grande e popolata dell’Alto Adige) ha avuto il 15.6%.
Da notare che il SVP ha la maggioranza assoluta nella Provincia di Bolzano e può permettersi di allearsi con il PD in condizioni di vantaggio, forte della capacità potenziale di portare l’Alto Adige alla separazione dall’Italia: di questo spauracchio sono tutti consapevoli a Roma; da qui la forza politica del SVP anche nel Parlamento Italiano. Se anche in Sicilia una forza politica avesse le stesse possibilità, la Sicilia sarebbe certamente più forte sia a livello locale che nei rapporti con l’Italia.
Questi sono i risultati delle elezioni per i rappresentanti italiani al Parlamento Europeo appena svoltesi (fonte: Ministero dell’Interno):
|
Liste |
|
Voti |
% |
Seggi |
|
|
IL POPOLO DELLA LIBERTA' |
10.807.327 |
35,26 |
29 |
|
|
PARTITO DEMOCRATICO |
8.007.854 |
26,13 |
21 |
|
|
LEGA NORD |
3.126.915 |
10,20 |
9 |
|
|
DI PIETRO ITALIA DEI VALORI |
2.452.569 |
8,00 |
7 |
|
|
UNIONE DI CENTRO |
1.996.901 |
6,51 |
5 |
|
|
RIFOND.COM. - SIN.EUROPEA - COM.ITALIANI |
1.038.247 |
3,38 |
- |
|
|
SINISTRA E LIBERTA' |
958.458 |
3,12 |
- |
|
|
LISTA MARCO PANNELLA - EMMA BONINO |
743.273 |
2,42 |
- |
|
|
LA DESTRA-MPA- PENSIONATI -ALL.DI CENTRO |
682.046 |
2,22 |
- |
|
|
FIAMMA TRICOLORE |
244.982 |
0,79 |
- |
|
|
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI |
166.317 |
0,54 |
- |
|
|
FORZA NUOVA |
146.619 |
0,47 |
- |
|
|
SVP (PD) |
143.027 |
0,46 |
1 |
|
|
LIBERAL DEMOCRATICI - MAIE |
71.218 |
0,23 |
- |
|
|
VALLEE D'AOSTE (PDL) |
32.926 |
0,10 |
- |
|
|
AUTONOMIE LIBERTE' DEMOCRATIE (IDV) |
27.086 |
0,08 |
- |
|
|
Totale |
30.645.765 |
|
72 |
Road Trippin
(Red Hot Chili Peppers)
Road trippin' with my two favorite allies
Fully loaded we got snacks and supplies
It's time to leave this town
It's time to steal away
Let's go get lost
Anywhere in the U.S.A.
Let's go get lost
Let's go get lost
Blue you sit so pretty
West of the one
Sparkles light with yellow icing
Just a mirror for the sun
Just a mirror for the sun
Just a mirror for the sun
These Smiling eyes are just a mirror for
So much as come before those battles lost and won
This life is shining more forever in the sun
Now let us check our heads
And let us check the surf
Staying high and dry's
More trouble than it's worth
In the sun
Just a mirror for the sun
Just a mirror for the sun
Just a mirror for the sun
These Smiling eyes are just a mirror for
In Big Sur we take some time to linger on
We three hunky dory's got our snakefinger on
Now let us drink the stars
It's time to steal away
Let's go get lost
Right here in the U.S.A
Blue you sit so pretty
West of the one
Sparkles light with yellow icing
Just a mirror for the sun
Just a mirror for the sun
Just a mirror for the sun
These smiling eyes are just a mirror for
These smiling eyes are just a mirror for
Your smiling eyes are just a mirror for
Cammino Rapido
Cammino rapido con i miei due alleati preferiti
ben riforniti di salatini e vivande
è giunto il momento di lasciare questa città
è giunto il momento di fuggire
andiamo a perderci
in qualsiasi posto negli SS.UU.
andiamo a perderci
andiamo a perderci
Tu siedi così graziosamente triste
a ovest di quello
che luccica con la sua glassa gialla
nient'altro che un riflesso del sole
nient'altro che un riflesso del sole
nient'altro che un riflesso del sole
questi occhi ridenti non sono altro che un riflesso del sole
tante cose ci sono state prima di queste battaglie perse e vinte
questa vita sta splendendo per sempre nel sole
ora facci controllare la tua testa
e facci controllare le onde
mentre stai in secca
più problemi di quanto sia giusto (avere)
nel sole
nient'altro che un riflesso del sole
nient'altro che un riflesso del sole
nient'altro che un riflesso del sole
questi occhi ridenti non sono altro che un riflesso del sole
a Big Sur abbiamo bisogno di tempo per tirare avanti
noi tre stiamo benone
ora lasciaci bere dalle stelle
è giunto il momento di fuggire
andiamo a perderci
proprio qui negli SS.UU.
Tu siedi così graziosamente triste
a ovest di quello
che luccica con la sua glassa gialla
nient'altro che un riflesso del sole
nient'altro che un riflesso del sole
nient'altro che un riflesso del sole
Questi occhi ridenti non sono che un riflesso del
Questi occhi ridenti non sono che un riflesso del
I tuoi occhi ridenti non sono che un riflesso del

di Luca Doninelli, il Giornale, 9/6/2008
Da un altro articolo:
Dopo il dramma, lungo nove mesi, ecco il miracolo: Finley, il bambino che aveva deciso di nascere ad ogni costo, si affaccia alla vita in condizioni ottimali, con la possibilità di condurre una vita normale. Per mamma Jodie e papà Billy è una gioia indescrivibile, un miracolo. Solo un pensiero per quello che è stato: "Se quell'operazione fosse andata a buon fine, commenta Jodie, Finley adesso non sarebbe qui".
I genitori chiederanno ai medici il risarcimento come per il bambino di Gela?
La forza della vita è superiore a tutto. Meno male!
Ha dato alla luce il suo terzo figlio nonostante l'ospedale le avesse garantito che l'interruzione volontaria della gravidanza era avvenuta con successo. Ora l'azienda ospedaliera dovrà risarcire i danni (calcolati in 80mila euro) alla madre. La vicenda risale al 1999 quando la casalinga 40enne di Gela (Caltanissetta) si accorse di essere incinta. Il risarcimento è stato deciso dalla sezione civile della corte d'appello di Caltanissetta.
All'epoca dei fatti la donna, in precarie condizioni di salute, non se la sentiva di portare avanti la gravidanza: troppo pericolosa, sia per l'età sia per le malattie che la stavano assillando in quelle settimane. Ne parlò con il medico di famiglia, con ostetrici e assistenti del consultorio familiare. Infine, d'intesa col marito, un operaio di 45 anni, decise di abortire. All'ospedale di Gela, all'epoca, i medici della divisione di ostetricia e ginecologia erano tutti obiettori di coscienza.
L'interruzione della gravidanza fu eseguita da un sanitario convenzionato esterno. Sulla cartella clinica ospedaliera fu riportata la perfetta riuscita dell'intervento. Nessun controllo post-operatorio però sarebbe stato eseguito o prescritto alla paziente, che, alcune settimane dopo, accusando nuovamente i sintomi della gravidanza, si rivolse a un ginecologo privato.
Eseguiti gli accertamenti, l'ignaro medico, si complimentò con la donna, annunciandole che era incinta di cinque mesi. Oggi quel bambino ha 9 anni. I genitori si rivolsero alla magistratura che in primo grado condivise la linea di difesa dell'ospedale di Gela (perché, dissero, "l'aborto terapeutico a volte può fallire"). Ora i giudici della Corte d'Appello sono stati di parere opposto. L'azienda ospedaliera ha annunciato il ricorso per Cassazione.
(Fonte: TGcom 23/6/2008)
Un altro bambino miracolato; non perchè è nato sano, ma perchè è sopravvissuto all'aborto. "La donna non se la sentiva di portare avanti la gravidanza". Evidentemente il bambino era di opinione contraria. Questo bimbo ha ribadito il proprio diritto a nascere, superiore al diritto di qualunque madre, perchè sulla vita altrui nessuno può accampare diritti, soprattutto su quella di poveri bambini innocenti.
Il bambino oggi ha 9 anni, per cui è capace di capire tutto quanto; è capace di capire che i genitori, invece di accoglierlo come un dono del Signore, hanno lottato in tutti i modi per avere il risarcimento per la sua nascita. Il che equivale ad una non accettazione. Povero bambino! Venuto al mondo tra tante difficoltà e costretto a vivere con genitori che avrebbero preferito che non fosse mai nato, o che utilizzano la sua nascita solo come fonte di guadagno! Con che faccia questi genitori sono andati avanti nella causa, facendo ricorso dopo una sentenza contraria?
E pensare che ci sono tante coppie che figli non riescono ad averne!
Che vergogna!!!
Due medici ginecologi, un anestesista ed una segretaria ritenuti responsabili una serie di aborti clandestini sono stati sottoposti al provvedimento di fermo dai carabinieri di Napoli. Nel corso di indagini, i carabinieri hanno accertato che i due ginecologi, con l'aiuto dell'anestesista e della segretaria, hanno praticato una serie di interruzioni di gravidanza nello studio privato di uno degli operatori sanitari.
I quattro sono accusati di essersi associati per commettere interruzioni di gravidanza in violazione alle disposizioni della legge 194 del 1978. I carabinieri hanno accertato che i le interruzioni di gravidanza avvenivano in ambiente non ospedaliero ed in particolare nello studio privato di uno degli operatori sanitari. Uno dei medici è ritenuto anche responsabile di violenza sessuale poichè, approfittando dello stato di bisogno di una straniera che si era rivolta a lui per un aborto illegale, l'aveva costretta ad un rapporto sessuale.
(Fonte: TGcom 24/6/2008)
Ma non si diceva che la legge 194 avrebbe eliminato gli aborti clandestini? Come mai esistono ancora? Non è che per caso queste notizie mostrano il fallimento della 194? Chissà...
Un terrorista s’aggira per l’Europa |
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Salvo errori, non mi pare che i media abbiano dato notizia della reazione del presidente ceco, Vaclav Klaus, alla notizia del «no» irlandese al trattato di Lisbona. Eccola: «I risultati sono, voglio sperare, un messaggio chiaro per tutti. E’ una vittoria della libertà e della ragione su progetti elitari artificiali e sulla burocrazia europea. Il progetto di trattato di Lisbona è finito oggi, con la decisione degli elettori irlandesi, e la sua ratifica non può continuare». E Klaus – intellettuale, economista e scrittore, che parla un ottimo italiano avendo insegnato in università nostre, quando si esiliò dal regime comunista - ha insistito. In una intervista al quotidiano Lidove Noviny, ha detto: «Lasciamo che la gente che vive sul continente europeo continui ad essere ceca, polacca, italiana, danese... non facciamone degli europei. E’ un progetto sbagliato. La differenza tra il ceco, il polacco, il danese, l’italiano e l’europeo è la stessa che esiste tra la lingua ceca, polacca, italiana e danese e l’esperanto. L’europeismo è l’esperanto: una lingua artificiale, morta». Per confronto, ricordiamo le parole del presidente nostro (o meglio: quello che ci hanno dato), Giorgio Napolitano: «Quelli che sono anti-Unione Europea sono terroristi. E' terrorismo psicologico evocare lo spettro di un super-Stato europeo». Evidententemente il presidente ceco risponde all’identikit tratteggiato dal Napolitano: benchè uomo di fine cultura e che non rubacchia sulle note-spese, è un terrorista. E del tipo più pericoloso: la sua mite opposizione all’europeismo burocratico – esperanto artificiale rispetto a lingue vive – nasce chiaramente da un forte sentimento della storia, della tradizione, del radicamento di ogni popolo. Ciò che l’eurocrazia vuole sradicare, per trapiantarci nella modernità totalitario-amministrativa. Il totalitarismo, anche quando si presenta in forma euro-gelatinosa, non tarda a dare i suoi frutti. Ne abbiamo un assaggio nelle minacciose frasi del primo ministro sloveno, Janez Jansa (è presidente di turno della UE) all’indomani del no dell’Irlanda: «Inviterò il primo ministro irlandese a spiegare le ragioni del rigetto del trattato da parte del popolo irlandese» (1). E’ l’ingiunzione a fare «autocritica», come chiedevano i giudici staliniani al tempo delle grandi purghe, quando mettevano sotto processo importanti membri del partito «deviazionisti». Il linguaggio è lo stesso. Del resto i capi sloveni sono usciti da pochissimo dal «sistema» di allora, ne hanno mantenuto le abitudini mentali. Il povero premier irlandese, a dire il vero, ha fatto di tutto per far vincere il sì. La sua colpa è, come dicevano i giudici comunisti, «oggettiva». Non ha messo in riga il suo popolo. Si giustifichi. Un premier eletto dagli irlandesi deve giustificarsi davanti allo sloveno? Tutti coloro che ripetono in questi giorni che l’Irlanda non conta perchè è piccola, non rilevano che la Slovenia è altrettanto piccola. Ma la Slovenia ha il diritto di impancarsi a procuratore d’accusa, perchè la sua posizione è ideologicamente corretta: marcia «all’avanguardia della storia», come dicevano in URSS i nomenklaturisti che chiamavano se stessi «avanguardia del proletariato». Il giro mentale è il medesimo. La convocazione slovena dell’irlandese è ciò che in URSS si chiamava «internazionalismo». A cui seguiva magari «l’aiuto fraterno» con carri armati a un partito comunista messo in pericolo dalla volontà popolare, come a Praga 1968. Che Napolitano ci si senta a casa sua, non è strano. Stessa e identica è la doppiezza fra il discorso ufficiale e quello che della nomenklatura quando parla all’interno a se stessa. Fra la lingua di legno propagandistica e quella di Giscard d’Estaing, per esempio, il grand commis di tutte le massonerie più chic, il distillatore della costituzione europea che è stata bocciata da francesi e olandesi: «La differenza tra la costituzione originale e l’attuale trattato di Lisbona è più di approccio che di contenuto... le proposte del trattato costituzionale originario sono praticamente immutate. Sono solo state disperse in vari vecchi trattati, in forma di emendamenti. Perchè questo sottile cambiamento? In primo luogo, per scongiurare ogni minaccia di referendum evitando ogni forma di vocabolario costituzionale. Ma alzate il coperchio e guardate nella scatola degli attrezzi: tutti gli stessi attrezzi innovativi ed efficaci sono lì, proprio come sono stati magistralmente forgiati dalla Convenzione Europea... L’opinione pubblica sarà indotta ad adottare, senza saperlo, le proposte che non osiamo presentare ad essa direttamente... Tutte le proposte di prima sono nel nuovo testo, ma saranno nascoste e mascherate in qualche modo». Karel de Gutch, ministro degli Esteri del Belgio: «Il trattato costituzionale (quello bocciati da francesi e olandesi, ndr) si proponeva di essere più leggibile; questo (di Lisbona) si propone di essere illeggibile. E’ un successo». Jean-Claude Junker, primo ministro del Lussemburgo: «Certo che c’è trasferimento di sovranità. Ma sarebbe intelligente attrarre l’attenzione dell’opinione pubblica su questo fatto?». Non vale opporre che nella UE non ci sono (ancora) i tribunali speciali nè i gulag: gente che pensa in questo modo è pronta letteralmente a tutto, pur di imporre l’ideologia «scientificamente giusta» che coincide, guarda caso, con il loro potere. Del resto si sono già dotati degli strumenti: la psico-polizia, Eurojust… L’accusa è già pronta, e contro tutti i nemici interni l’ha formulata il nostro (il loro) Napolitano: «Terrorismo». In URSS, negli ultimi tempi, gli intellettuali dissidenti non venivano più trattati da criminali, ma da malati mentali. Psichiatri ben istruiti fornivano la diagnosi: di schizofrenia, diagnosticabile dai seguenti sintomi: «originalità – formulazioni ideologiche – paura e sospetto – religiosità – scarso adattamento all’ambiente sociale – revisionismo» (2). Il pensiero sottostante a questa psichiatria di regime era: poichè il socialismo realizzato è «la realtà» stessa, questi che si oppongono alla realtà non possono essere che disturbati mentali. Da internare coattivamente. Ebbene, su questa china si è già posta Barbara Spinelli, che su La Stampa ha commentato in un furente articolo il «no» irlandese come «una favola raccontata da un idiota, piena di furore e di foga, e che non significa niente». Insomma come una malattia mentale (3). La Spinelli non è una giornalista privata. E’ la figlia di Altiero Spinelli – l’europeista primario, di cui Napolitano è erede minore – e l’amante di Padoa Schioppa, il creatore dell’euro come lo conosciamo. Dunque svolge, nella nomenklatura eurocratica, la stessa funzione che nel PCUS svolgeva la Krupskaia, la moglie di Lenin. Stalin rischiò di giocarsi la carriera per aver canzonato la Krupskaia: «Perchè dovrei inginocchiarmi a lei? Il fatto di andare a letto con Lenin non significa capire il marx-leninismo. Solo perchè usa la stessa toilette di Lenin...». La morte di Lenin lo salvò dalle conseguenze (4). Perciò vale la pena di ascoltare la Spinelli e il tipo delle sue accuse. Queste sono un crescente delirio: assolvono l’eurocrazia di tutto, danno la colpa di quel che è successo a tutti gli altri. Ce l’ha con gli «automi addestrati» che dicono: l’eurocrazia non ha saputo comunicare. L’inviperita figlia e amante dell’euro salta sù: «Della comunicazione sono responsabili i comunicatori, (ma anche) i destinatari della comunicazione, e ciò che sta in mezzo: i media». Dunque i colpevoli sono il pubblico (l’Europa ha comunicato, ma lui è duro di comprendonio) e i media che dovevano trasferire il verbo ai cretini. «I referendum falliti segnalano che la catena non ha funzionato». «Nel trionfo del no non c’è un responsabile; ce ne sono molti, e Bruxelles è il meno colpevole. Responsabili sono gli Stati, classi dirigenti, elettori». In pratica, l’intera realtà ha torto, nel giusto è solo «Bruxelles». Infatti «Non è l’Europa federale che naufraga periodicamente, ma l’Europa dei falsi Stati sovrani». E’ chiaramente la sindrome del tipo: se il popolo non vuole l’oligarchia, aboliamo il popolo. La Spinelli, a forza di andare a letto con Padoa, è senza freni. Giunge persino a vedere nel no irlandese il risultato di un complotto: «Il militante più potente del No è un ricchissimo indistriale, Declan Ganley, che s’è preparato dal 2007 fondando l’associazione Libertas. Libertas riceve finanziamenti ingenti da neo-conservatori USA e dal Foreign Policy Research Institute di cui Ganley, presidente di una ditta USA specializzata in contratti bellici, è membro da anni». E’ la prima volta che sento la Spinelli evocare i neoconservatori USA come autori di mene segrete. Non l’ha fatto per l’11 settembre, non per l’invasione dell’Afghanistan e dell’Iraq. Ora evoca il fantasma caro a noi complottisti – e per il quale siamo spregiati – per insinuare che i neocon ebrei hanno tramato contro Bruxelles, e il suo caro Padoa Schioppa. E’ diventata persino «anti-americana». C’è quasi da ridere. Specie a immaginare cosa avrebbe scritto la Spinelli se in Irlanda avesse vinto il «Sì»: sarebbe stato tutto un coro di applausi, voto importantissimo, è la legittimazione popolare del trattato di Lisbona. Ora è il voto di pazzi, che non significa nulla. Ci sarebbe da ridere se la Spinelli non fosse la Krupskaia dei nostri giorni, espressione del potere della nomenklatura. Le conseguenze potrebbe pagarle Vaclav Klaus con il suo popolo ceco, che hanno già conosciuto il pugno della nomenklatura precedente. Difatti, la repubblica ceca non ha ancora ratificato Lisbona. Il trattato è all’esame della sua Corte Costituzionale; senza il parere positivo della Corte, il parlamento non può ratificare. La Corte sta prendendo tempo, va per le lunghe: non legge bene l’esperanto. A giudicare dalle parole del presidente, il clima in Cekia non è proprio eurocratico. E il primo semestre del 2009, dopo la presidenza di turno di Sarkozy, toccherà alla repubblica ceca prendere la presidenza a rotazione: il periodo in cui il trattato di Lisbona doveva andare in vigore, senza quell’intoppo dell’insignificante Irlanda. Terroristi dal volto umano, come già nel 1968. Noi schiavi sotto la nomenklatura occidentale speriamo nel loro coraggio. In un’altra Primavera di Praga. 1) Soeren Kern, «Why Irish voters rejected the Lisbon Treaty», Brussels Journal, 16 giugno 2008. Tutte le citazioni che seguono sono tratta da questo articolo, che indica in nota le fonti. 2) Fu lo psichiatra Andrejj Snežnevskij, che ‘creò per i dissidenti la fattispecie patologica della «schizofrenia latente». Snežnevskij, direttore dell’Istituto di psichiatria presso l’Accademia delle Scienze mediche dell’URSS, e dell’Istituto di psichiatria forense di Mosca Serbskij, diede una «definizione oltremodo estensiva di schizofrenia». Secondo la sua interpretazione, che divenne l’interpretazione "ufficiale", la schizofrenia «non è necessariamente accompagnata da sintomi esterni, anche quando è abbastanza grave da giustificare un’ospedalizzazione coattiva». La schizofrenia «latente» per l’appunto, o «dal decorso lento». Snežnevskij spiegava come «le persone a contatto con simili casi non hanno l’impressione che si tratti di evidente pazzia», ed anche come «l’apparente normalità di tali persone malate […] viene usata dalla propaganda anti-sovietica per affermare calunniosamente che esse non soffrono di disordine mentale. 3) Barbara Spinelli, «Le false favole europee», La Stampa, 15 giugno 2008. 4) Stalin «mancò di rispetto alla Kupskaia» con una battuta pesante delle sue: le disse che se non obbediva, il comitato Centrale del PCUS avrebbe assegnato al compagno Lenin un’altra moglie. | ||
Gli aveva promesso di sposarlo per aiutarlo a svegliarsi dal coma e lui, aprendo gli occhi, le aveva subito indicato l'anulare sinistro, facendo il gesto dell'anello. E' questa l'incredibile vicenda di Anna Guarinoni e Guido Franzon, una coppia di Chirignago (Venezia), che ha deciso di sposarsi dopo aver vissuto momenti drammatici. Sabato ci sarà il lieto fine della loro storia con le nozze in Municipio.
Ancora non c'è nulla di ufficiale... solo ufficiosità.
Honda SH 150i Special
Seconda mano, immatricolata nel novembre 2007, ha solo 1600km! La proprietaria è rimasta incinta (non è stato l'SH, ma il marito) poco dopo l'acquisto, e adesso non può più andare in moto, nè potrà dopo, con il bimbo da scarrozzare. Ieri sera sono andato in quel posto scognito sulla Colombo... Villaggio Azzurro. Ho visto quello che con molta probabilità sarà il mio SH. Carino. Certo che il mio casco nero ci sta un po' una picata, ma chi se ne frega! La proprietaria aveva pure il casco coordinato, con gli stessi colori della moto e con gli occhialoni, molto anni '20. Oggi dovevo vedermi col marito per fare un compromesso e per dare l'anticipo, ma non si è potuto fare... sarà per domani. Intanto cerco l'assicurazione (Generali?)... dalla prossima settimana probabilmente potrò affrancarmi dalla schiavitù della dipendenza da altre persone per fare pratica. Non vedo l'ora. Un po' di paura c'è, ma so che è un passo che volevo fare, ed ora ci sono davvero! Prometto che sarò prudente.
PS. Renato indipendente!
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